Il trattato sull’ozono potrebbe rallentare il cambiamento climatico

settembre 23, 2007 Lascia un commento

Il trattato sull’ozono potrebbe rallentare il cambiamento climatico
Stephen Leahy

L’area blu rappresenta lo strato di ozono antartico nel 2006

Foto: NASA

MONTREAL, 19 settembre 2007 (IPS) – I delegati di 191 nazioni sono riuniti questa settimana a Montreal, in Canada, per celebrare ed ampliare il trattato sull’ambiente più conosciuto al mondo: il Protocollo di Montreal, per proteggere la cappa di ozono.

Dopo aver raggiunto l’obiettivo di eliminare il 95 per cento dei composti chimici, c’è adesso un forte consenso per accelerare il ritiro graduale dei nuovi composti responsabili dell’assottigliamento dell’ozono, che sono anche potenti gas serra.

Molti esperti ritengono infatti che questo incontro potrà contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra molto più del tanto propagandato Protocollo di Kyoto.

Le sfide restano, visto che gli Stati Uniti continuano a fare ampio uso di bromuro di metile, una sostanza implicata nella degradazione dell’ozono (ODS), e il boom economico di Cina e India ha prodotto un rapido aumento del numero di condizionatori che utilizzano sostanze chimiche sostitutive. Leggi tutto…

Verso un’economia verde

settembre 5, 2007 Lascia un commento

Stephen Leahy restore-cover-wri-sml.jpg

BROOKLIN, Canada, 1 giugno 2007 (IPS) – L’umanità sta affrontando sfide storiche e senza precedenti a causa del cambiamento climatico e del rapido declino degli ecosistemi che sostengono la vita.

Lo stato degli ecosistemi del Millennio (MA, Millennium Ecosystem Assessment) del 2005 rivela che l’83 per cento dei sistemi naturali del pianeta è in grave crisi o quasi. Alla situazione già gravissima, si aggiunge la doppia pressione dovuta alla crescita demografica e agli stili di vita sempre più consumistici.

Si prevede l’aumento della popolazione globale dagli attuali 6,6 miliardi a 9 miliardi entro il 2050. Sebbene avessimo gia superato a metà degli anni ’80 il limite dell’utilizzo sostenibile delle risorse naturali, molti dei 2,4 miliardi di persone che abitano in Cina e in India, proprio ora stanno lottando strenuamente per avvicinarsi allo stile di vita materialistico dei nord-americani.

Come possiamo trovare la nostra strada contro la calamità globale che a quanto pare travolgerà rapidamente la razza umana?

L’umanità ha bisogno di un approccio assolutamente nuovo per gestire le risorse da cui tutti noi dipendiamo, ha detto Janet Ranganathan, direttrice del Programma per i popoli e gli ecosistemi del , gruppo ambientalista con sede a Washington.

”Abbiamo bisogno di nuovi metodi per prendere decisioni a tutti i livelli che valorizzino completamente gli ecosistemi e i servizi che ci rendono”, ha aggiunto.

Agricoltura e foreste in quasi tutti i paesi servono solo per massimizzare la produzione alimentare o di legname, ma bisogna iniziare a coinvolgere anche i beni ecologici, e i servizi che anche l’ecosistema offre. Data la particolare importanza di questi servizi, gli ecosistemi dovrebbero essere preservati e migliorati.

”Gli ecosistemi in buona salute sono la nostra migliore protezione dagli impatti del cambiamento climatico”, ha detto all’IPS Ranganathan.

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